La mia amica d’infanzia Annika mi propone un libro da leggere. Scopro in seguito che, non essendo il mio genere, pensava che non mi sarebbe piaciuto e che lo avrei lasciato dopo poche pagine. Lei fa anche l’illustratrice e l’idea era quella di fare una graphic novel. Con uno scambio di mail d’altri tempi, durante i pomeriggi estivi dell’agosto torrido di due anni fa, Luigi Rossi ci aveva dato il suo consenso; e tra le righe anche la sua commozione. Poi le cose hanno preso un’altra piega, ma del libro ho ancora voglia di parlare perché lascia un bel sapore. Si intitola L’anarchico delle due ruote e l’autore è Luigi Rossi. Annika ed io siamo nate a Trecenta e da lì viene il personaggio. Si chiama Luigi anche lui ma di cognome fa Masetti, gira il mondo in bicicletta e questa è la sua carta d’identità.

Masetti

Luigi

18 dicembre 1864

Trecenta (RO)

Italiana

Ciclista e scrittore

SEGNI PARTICOLARI

Povero ma bello

Anarchico

Cantastorie

Pagato dal Corriere della Sera a cui lui invia i resoconti dei suoi viaggi; come se nulla fosse, in bicicletta raggiunge l’America e arriva in Russia. In America lo accolgono come un eroe, in Russia conosce Tolstoj. Si innamora di Ada a cui scrive cartoline, dorme con i contrabbandieri in cima ai Pirenei, soggiorna a Madrid a casa di alcuni italiani dal cuore buono, e pensando al suo Polesine sogna una rivolta che restituisca l’orgoglio.

Nel 1901 Ottone Brentari del Touring club italiano gli dedica un dolce ritratto:

“Ecco chi è, quale è Masetti: un uomo eccezionale il quale, per sola forza di volontà, con iscarsi mezzi compiè grandi imprese, e può servire di esempio a tanti poltroni, pretenziosi, incontentabili, vanitosi, i quali, pure provvisti di grandi mezzi (e, forse, perché provvisti di grandi mezzi) non furono capaci di concludere nulla, e passano su questo mondo inutili annoiati e noiosi a sé ed al prossimo. Il Masetti – che non possiede nulla e che vide e corse molto – è un uomo felice. Ciclovagò mezzo mondo e, come Dio creatore, lo trovò bello; incontrò delle difficoltà, e le girò; incontrò degli ostacoli, e li superò; non si sconfortò mai; si accontentò sempre, ma seppe anche voler molto […]”.

La sua libertà prima di tutto.

Subito dopo questa data, di Masetti si perdono le tracce. Sulla sua morte ci sono solo ipotesi. Una delle tante, è che nel giugno del 1940 qualcuno gli abbia sparato in mezzo a una strada di Milano. Ma noi che siamo romantiche facciamo fatica a crederci.

Citazione virgolettata da “L’anarchico delle due ruote” di Luigi Rossi